martedì 29 luglio 2014

L'Editoriale | Siamo sicuri che sia meglio complicarsi la vita? Yes Sir!

Ciao, sono Elena e mi hanno detto che sono strong. Perchè vesto outfits rock, con i miei ripped jeans e i miei used boots che mi conferiscono quel look così grunge.
Nelle mie serate chic però sfoggio la clutch, che si abbina con il black dress e contiene tranquillamente il mio lipstick e le visit cards, che non si sa mai. Dovesse capitarmi l'opportunità di una partnership nel backstage dell'after show, meglio non farsi cogliere impreparati.
48 parole (esclusi articoli e congiunzioni ) in tutto. 22 sono inglesi. Perchè ad essere british siamo più glamorous. Tanto per dire.
Ciao, sono Elena e sono una Blogger. Mi occupo di Marketing & Business Media Strategy per la diffusione virale della brand awareness attraverso l'elevazione della web reputation. Fico eh? Sicuramente più fico di: " Ciao sono Elena e passo tutto il giorno a smanettare su faccia libro e affini affinchè le caratteristiche positive delle aziende emergano all'interno della rete solleticando l'opinione positiva dei consumatori" (Che poi, se lo leggete tutto d'un fiato vi parte l'embolo, of course!)
Complicarsi la vita sembra insomma essere la soluzione ideale per auto - rassicurarsi. Sfoggiando un lessico da English Grammar ci sentiamo più fighi, leoni coraggiosi e guerrieri integrati in quel vorace sistema sociale che nel 2014 ci vuole così: smart (si, come il phone).
Oggi, data 29 luglio, A.D. 2014 dobbiamo essere multitasking. Fare la spesa online (che si, una volta c'era il pollivendolo che si ingraziava le clienti con il saccarosico appellativo di "Cara!", OMG, così cheap) scegliendo tra bacche di goji e  insalata Bonduelle (quella già lavata, condita e stirata, che è più fast).  Contemporaneamente revisionare il brief dallo smartphone, con recap del meet in programma per il brunch, da fissare prima dello squash.
E poi il 2014 ci vuole così: cool. Upper Class all night long, tra diamanti Chopard, Diet Coke e carta gold, Self-Made Man pronti a svendere il know-how perchè si alza lo Spread e c'è il crollo del Bond.
Una serie infinita ed infima di complicati vocaboli ed insidiose complicazioni lessico - culturali per sentirci parte di un sistema, insomma. O meglio, parte apprezzata, temuta, rispettata, osannata, spericolata come una groupie e così sia.
Perchè il 2014 ci vuole un po' Vip. Con K e K di followers, like, hype e share, of course.
E poi dobbiamo essere belli. Meglio se da instafiltro, che tanto il diastema non ci spaventa e combattiamo l'acne da junk food con un colpo di blush.
E predichiamo i benefici di un regime Vegan, così detox e diciamo no alla Body Shaming con un selfie ad hoc.
Incoerenti ed insicuri, alla ricerca di stimoli e approvazioni, con i pensieri filtrati da un sistema che oggi ci vuole così. In bilico tra il voler essere partner di questo tessuto globalizzato e un po' bastardo e il voler essere semplicemente noi. 
Siamo anime a metà: what'sappiamo i nostri pensieri su tastiere performanti, inconsapevoli produttori di acuti neologismi che mescolano gli idiomi perchè sennò caschiamo troppo dall'altra parte. E non va bene, perchè un po' di amor patrio ci piace sfoggiarlo nonostante tutto. 
E naturalmente il 2014 ci vuole un po' freak, perchè la pace nel mondo la vogliamo ancora; e forse, magari senza dare troppo nell'occhio, qualche fiore nei nostri cannoni siamo disposti a metterlo. E anche a fare l'amore piuttosto che la guerra. E pazienza se poi ci scappa il selfie after sex, in fondo buoni dentro lo siamo ancora.
Elena

lunedì 28 luglio 2014

Springfield

Springfield, si si proprio Springfield, la città dei Simpson con le mitiche torri della centrale nucleare in cui "lavora" Homer Simpson. Springfield è la prima cosa che mi è venuta in mente passando in macchina accanto alla centrale nucleare abbandonata di Livorno Ferraris, provincia di Vercelli. Chilometri e chilometri quadrati di una centrale nucleare in disuso, abbandonata da decenni così come il paesino fantasma arroccato sotto di essa (ve ne parlerò nel prossimo post, sensazioni ed emozioni impossibili da descrivere!). Eccomi ai piedi dei reattori (mai utilizzati), in tutto e per tutto simili ai reattori di Springfield, che impressione percepire solo silenzio, non un'anima viva in tutta quella distesa di cemento e ingranaggi! Io e il mio rock outfit: mini stretch, t-shirt "iconica", gilet in pelle e scarpe bianche "fuori dal coro", Make it simple, but significant ;)
Buon lunedì Meraviglie!
Elena



venerdì 25 luglio 2014

Sei come la mia moto sei proprio come lei!

Sei come la mia moto sei proprio come lei! ... Andiamo a farci un giro fossi in te io ci starei ;)Buongiorno Meraviglie! Oggi voglio introdurvi qualcosa che, in realtà, vi ho presentato già parecchio tempo fa e che ormai avete imparato a conoscere, tuttavia vedo che molte di voi si stanno avvicinando a questo mio stile nell'ultimo periodo quindi ... let's biker baby! 
Siamo donne dopotutto, anche in sella ad una moto,  rivendichiamo il diritto allo stile ;)
Il concetto di moto che vi racconto ogni giorno qui su Mixelchic, infatti, non è un'idea razionale ma una scelta di libertà, di sensazioni, di stile.
Il mio amore per i gruppi motore, bulloni, pignoni, catene e carene non ha nulla a che vedere con una passione tecnica (lasciamo la meccanica alla competenza delle riviste di settore!), è piuttosto un flusso costante di energia tra uomini (e donne!) e ingranaggi capace di dare vita ad un nuovo concetto di stile: style & lifestyle (col serbatoio pieno e col giubbotto nero, fazzoletto al collo e lo sguardo incazzato - La mia moto).
In moto scelgo di indossare uno stile semplice e capace di reinventarsi. Mi piace partire infilando in borsa una t-shirt di ricambio, due paia di slip e un mini dress. Addosso i jeans della divisa, canotta, chiodo e anfibi. Pochi pezzi che posso mescolare tra loro per tutti i giorni della mia vacanza; e in qualche modo mi sento più leggera :D
(Quando sto su di lei è proprio la mia festa mi guardo quando passo sui vetri dei negozi mi accorgo che con lei mi sento proprio Fonzie - La mia moto)
Più volte vi ho parlato di stile mescolandolo ai motori (QUI), vi ho spiegato il perchè esiste la filosofia MC Fashion & Automotive, ma torno ora per ricordarvi che moda e motori possono coesistere. 
Sono diversi i progetti che il mio bellissimo network Mixelchic ha portato avanti  nell'ultimo anno, legando moda e moto. Una scelta condivisa per rappresentare la libertà di stile con la sensazione di libertà che si prova a correre nel vento cavalcando un purosangue dalla voce calda, fatto di acciaio che scotta.
E non sarò solo io a raccontarvela, questa estate Mixelchic si arricchisce di nuovi Guest per vivere insieme una passione grande, folle, capace di girare insieme all'olio del motore...
E' in moto, con la moto e insieme alla moto che la passione va avanti. E la passione è la benzina della nostra anima. 
Buon week end Meraviglie! :D
Elena 


giovedì 24 luglio 2014

Gonna lunga? Yes Sir!


Prendo ispirazione dal post che mi ha dolcemente dedicato Anna Venere, per parlarvi di un capo che mi fa impazzire: la gonna lunga (o maxi skirt che dir si voglia). Femminile, elegante, frusciante, principesca ... Per me che sono un eterno maschiaccio la gonna lunga è una benedizione :D Una gonna lunga (o un abito lungo alias maxi dress) accompagna pumps e flats, tank top e macro pull, una gonna lunga non smette di stupire e pennella un outfit perfetto addosso ad ogni fisico. Una gonna lunga può essere romantica, rock, retrò, chic o super cozy, ha un'anima un po' dolce un po' bastarda, una gonna lunga accarezza i fianchi con quel suo ondeggiare leggero, una gonna lunga richiede coraggio e non si lascia avvicinare dalla persone timide, ma per tirare fuori carattere e stile una gonna lunga è la migliore amica che si possa desiderare, parola mia ;)
Cosa ne pensate, gonna lunga in or out?
Un abbraccio alle mie Meraviglie!
Elena


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