L'editoriale: fanno tendenza i fiori, la suola tripla e il coraggio di ammettere i propri limiti

06:17:00



Quando mi guardo intorno, sollevando finalmente occhi e cervello dal monitor, ormai appendice della mia esistenza, mi accorgo di un tripudio di fiorellini su gonne impalpabili, di centimetri guadagnati grazie a suole speciali applicate alle calzature più fashion e di un estremo bisogno di apparire diversi da quello che, in realtà, si è.  

Nell’era dei social network, dove la comunicazione è resa possibile quasi esclusivamente in ottica 2.0, è facilissimo apparire: sorridenti, frizzanti, su spiagge assolate e con drink arcobaleno in mano, millantando like e hype in onore di una vita stupenda, che fa gola e invidia ad amici e fans.
Eh si, perché nell’era del 2.0 anche noi comuni mortali finiamo per avere dei fans. Io, che nella vita reale ho i capelli crespi, i leggings infilati nei calzini e la sensualità di un australopiteco, posso vantare un fans group che si aggira attorno ai 10.000 individui, tra social vari.
La situazione mi fa sorridere e ammettere, con uno speciale lancio di fairplay, che non mi piace pensare a questi soggetti come fans, numeri quasi, utili solo a comporre un seguito (ostentabile) che omaggia inerme la mia vita perfetta. Non sono una Star, non sfogo lo stress giocando a squash, non vivo Upper Class e non indosso diamanti Chopard acquistati con la mia carta Gold.
Sono piuttosto una caotica e disordinata quasi-semi-più o meno-regolare lavoratrice autonoma (con un fantastico entourage super collaborativo),  che beve troppo caffè, si incazza, ucciderebbe per un affogato al cioccolato Carte d’Or da consumare in pigiama seduta sul tappeto del salotto e non usa l’iPhone (da Cupertino ringraziano) a causa di una forte propensione a distruggere ogni strumento super tecnologico su cui posa anche solo lo sguardo.
Mi piace quindi piuttosto pensare a questi 10.000 volti come persone con uno spirito affine al mio, persone da conoscere e con le quali costruire un legame (che anche se virtuale può comunque avere un valore), con le quali interfacciarmi, delle quali fidarmi perché è proprio dall’interazione con esse che è possibile crescere, sia moralmente che professionalmente.
Prendere ispirazione dal web per decidere cosa indossare al mattino è, sociologicamente, una cosa bellissima: significa che abbiamo imparato a fidarci delle persone e dei loro gusti.
Non sarebbe ancora più bello se, oltre che lasciarci ispirare dalla passione sfrenata per le floral skirt e le SlipOn a suola tripla, decidessimo di lasciarci andare anche al piacere di farci scoprire come siamo realmente? Con i limiti che ci rendono veri, senza l'obbligo di ostentare solo ed esclusivamente una vita da Vip, perché in questo assurdo 2014, a mio parere, non c’è niente di più invidiabile di una persona che sta bene con sé stessa, al di là dei drink ghiacciati e delle Ammiraglie con autista. 
Un abbraccio
Elena Palieri

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4 commenti

  1. scrivi molto bene ele, davvero!!!

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    1. Grazie davvero Cate, il tuo complimento é molto importante e mi fa davvero un piacere immenso! Grazie!

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  2. hai perfettamente ragione..su tutto!!
    mariangela

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